Non c'è alcun dubbio sulla differenza abissale che divide le dinamiche governative di un Paese come l'Italia da quelle di un piccolo villaggio (come lo chiamerebbero gli inglesi) come Calimera. Quando si tratta di amministrare la politica è un'altra cosa. Anzi, aggiungerei, non è neanche politica.
Non si parla di proporzioni, sono i bisogni a cambiare, ed è la vicinanza al cittadino a imporre un approccio ben diverso da quello che può avere lo statista con la cosa pubblica. La concezione di servizi, economia, bilancio è molto più concreta qui, perchè i risultati sono sotto i tuoi occhi, una volta che ti affacci al balcone del Comune.
Cambia così anche la concezione di opposizione, perchè, in realtà, quando si hanno situazioni pratiche di cui occuparsi, non è più opposizione quella da fare. Tutti, da qualunque parte vengano, (se esiste veramente uno schieramento) devono alzarsi le maniche e lavorare per i cittadini.
Mi rende felice sapere che proprio qui a Calimera, una coscienza sociale e culturale si sta formando grazie alla passione e all'impegno dei giovani. Rinasce IL CANTIERE DELLE IDEE. Spogliato di ogni appartenenza partitica dovuta all'appoggio di una lista civica durante la campagna elettorale, rinasce come associazione culturale, mandata avanti da giovani con la testa sulle spalle, e che, con la voglia di dare qualcosa a Calimera, ci mettono la faccia.
Niente più candidati, propaganda. Il cantiere diventa un servizio. Un servizio del quale Calimera aveva un immenso bisogno. Infatti, mettendo insieme le necessità di ognuno, si è arrivati alla concezione di quali sono le problematiche più vicine ai cittadini, dall'educazione, al rapporto stesso con le istituzioni, agli eventi di sensibilizzazione.
Auguro a questo Cantiere, di non trovare ostracismo e opposizione a quello che considero un progetto nobile e dalle basi solide. Auguro che l'ideale di dialogo che i ragazzi si sono imposti, resti la base per ogni rapporto in questa nuova avventura. In bocca al lupo. Per un futuro migliore.
sabato 3 aprile 2010
martedì 30 marzo 2010
Al sindaco di questo paese...
Non le nascondo che mi rammarica sapere che sarà di nuovo lei alla guida del mio paesino, e, nonostante la matematica non sia più dalla mia parte, spero ancora in un miracolo dai seggi nella scuola elementare. Non pensi che ce l'abbia con lei per partito preso, non sono tanto ignorante e chiusa mentalmente, ma non può certo non ammettere che in questi suoi ultimi 4 anni di sindaco, il nostro paese, Calimera, ne ha viste di cotte e di crude.
Non voglio mitizzare il lavoro di nessuno, siamo tutti umani, e non facciamo sempre il giusto, ma le è stato consegnato un paese che pullulava di grandi possibilità. Il paese nel quale sono cresciuta aveva un futuro nel nome dell'ambiente, della cultura e della legalità. Le è stato dato in mano un gioiello, si guardi ora intorno e pensi, che cosa ne è rimasto?
Abbiamo perso i servizi, rinomatezza e anche, me lo permetta, bellezza.
Nella foga di infangare tutto ciò che era stato fatto da altri, si sono distrutti i grandi progetti che stavano facendo dei ragazzini calimeresi una classe adulta futura consapevole e innamorata del proprio paese. Si sono persi gli eventi, che avevano dato a Calimera importanza nella Regione.
Nonostante tutto, le auguro un buon governo, all'insegna della legalità e del progresso a Calimera. Mi dimostri che può essere un buon Sindaco, io il mio paese non lo abbandono a sè stesso, e sarò vigile. Avrà presto mie notizie..
Non voglio mitizzare il lavoro di nessuno, siamo tutti umani, e non facciamo sempre il giusto, ma le è stato consegnato un paese che pullulava di grandi possibilità. Il paese nel quale sono cresciuta aveva un futuro nel nome dell'ambiente, della cultura e della legalità. Le è stato dato in mano un gioiello, si guardi ora intorno e pensi, che cosa ne è rimasto?
Abbiamo perso i servizi, rinomatezza e anche, me lo permetta, bellezza.
Nella foga di infangare tutto ciò che era stato fatto da altri, si sono distrutti i grandi progetti che stavano facendo dei ragazzini calimeresi una classe adulta futura consapevole e innamorata del proprio paese. Si sono persi gli eventi, che avevano dato a Calimera importanza nella Regione.
Nonostante tutto, le auguro un buon governo, all'insegna della legalità e del progresso a Calimera. Mi dimostri che può essere un buon Sindaco, io il mio paese non lo abbandono a sè stesso, e sarò vigile. Avrà presto mie notizie..
venerdì 8 gennaio 2010
Lo schiavismo è colpa...degli schiavi
Rosarno. Alcuni lavoratori immigrati vengono presi a colpi di pistola ad aria compressa e stanchi delle continue vessazioni danno anima ad una rivolta.
Contestualizzazione: Il fatto avviene nella provincia di Reggio Calabria, gli immigrati in questione si spezzano la schiena nelle campagne per poche lire, sfruttati dalle mafie locali e vittime del razzismo figlio dell'ignoranza e della convenienza, come, per quanto non se ne parli, avviene in tutta Italia.
Reazioni: E' una la reazione che fa un attimo soffermare chi ascolta il telegiornale a pranzo, il sig. Roberto Maroni approfitta della situazione per soffermarsi sul fatto che ci vogliono leggi più severe contro gli immigrati "perchè in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un'immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall'altra ha generato situazione di forte degrado". Cos'è che mi prende alla sprovvista? Nella continuazione del suo discorso, che nessuna testata a riportato per intero sul web (chissà perchè...) Maroni lascia intendere che le condizioni nelle quali vivono quei lavoratori stagionali e la situazione di schiavitù che si è creata intorno a loro è colpa dell'immigrazione, quindi degli schiavi, e non degli italiani che hanno approfittato per fare soldi sulle spalle di questi poveri disgraziati. Quindi è colpa degli immigrati se i mafiosi consci del fatto che queste persone, che scappano da Paesi fortemente poveri o, addirittura, in guerra, non hanno più nulla da perdere ne approfittano schiavizzandoli.
Io aggiungerei che è anche colpa loro se sono venuti a cercare un futuro migliore in un Paese come il nostro, dove la gente è tanto ignorante da lasciarsi andare a episodi di razzismo e intolleranza appoggiati anche dalle persone in carica al Governo, dovevano scegliere un Paese migliore. Con gente meno opportunista e politici un pò più riflessivi. Anzi, se c'è qualche immigrato qui che legge e per casodovesse trovare un Paese del genere, mi mandi una mail. Che da qui vogliono scappare anche gli italiani.
Contestualizzazione: Il fatto avviene nella provincia di Reggio Calabria, gli immigrati in questione si spezzano la schiena nelle campagne per poche lire, sfruttati dalle mafie locali e vittime del razzismo figlio dell'ignoranza e della convenienza, come, per quanto non se ne parli, avviene in tutta Italia.
Reazioni: E' una la reazione che fa un attimo soffermare chi ascolta il telegiornale a pranzo, il sig. Roberto Maroni approfitta della situazione per soffermarsi sul fatto che ci vogliono leggi più severe contro gli immigrati "perchè in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un'immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall'altra ha generato situazione di forte degrado". Cos'è che mi prende alla sprovvista? Nella continuazione del suo discorso, che nessuna testata a riportato per intero sul web (chissà perchè...) Maroni lascia intendere che le condizioni nelle quali vivono quei lavoratori stagionali e la situazione di schiavitù che si è creata intorno a loro è colpa dell'immigrazione, quindi degli schiavi, e non degli italiani che hanno approfittato per fare soldi sulle spalle di questi poveri disgraziati. Quindi è colpa degli immigrati se i mafiosi consci del fatto che queste persone, che scappano da Paesi fortemente poveri o, addirittura, in guerra, non hanno più nulla da perdere ne approfittano schiavizzandoli.
Io aggiungerei che è anche colpa loro se sono venuti a cercare un futuro migliore in un Paese come il nostro, dove la gente è tanto ignorante da lasciarsi andare a episodi di razzismo e intolleranza appoggiati anche dalle persone in carica al Governo, dovevano scegliere un Paese migliore. Con gente meno opportunista e politici un pò più riflessivi. Anzi, se c'è qualche immigrato qui che legge e per casodovesse trovare un Paese del genere, mi mandi una mail. Che da qui vogliono scappare anche gli italiani.
mercoledì 6 gennaio 2010
Quello che si dice
Il più delle volte, quando sei una persona che ha necessità di dire quello che pensi e commentare i fatti, devi ovviamente affrontare le conseguenze di quello che hai detto o scritto. E' normale e fa parte del gioco. Bisogna però tenere presente che, per quanto una persona sia abituata alle critiche e le accetti, c'è modo e modo di farle e anche di reagire.
Bisogna tenere conto innanzi tutto che nel momento in cui si sta rendendo pubblico uno scritto o una notizia, esistono degli errori che si considerano assolutamente imperdonabili. Io stessa nel fare un errore del genere mi taglierei le dita che uso per scrivere (ebbene sì, per fortuna non uso tutte e dieci le dita!). Non si tratta di errori di battitura o cavolate del genere, ma vere e proprie inadempienze della professione dello scrivere. La cosa peggiore che può succedere è la faziosità della notizia, cioè quando non si ha nè una notizia pulita e al di sopra delle parti nè un definito commento a tale notizia, ma si ha un fatto che è stato spogliato della verità dell'accaduto ed è stato modificato per accomodare un'ideologia, quella del potente che influenza per esempio una testata giornalistica. Per quanto grave sia questo errore, è anche il più diffuso in Italia in questo momento, così diffuso da non avere più la sicurezza di conoscere la verità dei fatti. Ogni testata infatti ha una sua versione, nel complesso abbiamo solo una confusione di faziosi racconti.
Analizzando l'informazione per un certo periodo di tempo, un mese per esempio, avremo un fenomeno di notizie a scaglioni. Una settimana dedicata alle violenze sessuali, una ai crimini commessi dagli stranieri, una ai cani randagi che mordono i viandanti e una agli assassini di famiglie. Questi scaglioni sono poi seguiti da interminabili discussioni politiche sul come le ragazze istighino le violenze da parte di bravi ragazzi di buona famiglia, su come gli immigrati sia sempre lì a commettere crimini contro gli onesti cittadini italiani, su come i cani impazziscano e mordano senza motivo persone che passano per caso e sul caldo che forse da in testa alle persone che cominciano a uccidere a vanvera... Di tutti questi fatti non saprete mai più di ciò che qualcuno ha voluto voi sapeste, chiunque questo qualcuno sia.
Gli altri errori sono assolutamente marginali rispetto a questo grande pastrocchio che è ormai l'informazione, avremo comunque situazioni in cui alcune notizie sono dette da persone che non si sono neanche prese la briga di fare una minima ricerca su quello che stanno per dire e finiscono per parlare a caso e dire solo una marea di minchiate.
Poi ci sono le persone come me che se ascoltano una notizia è perchè sono andati a cercarsela, incuriositi da qualcosa e comunque perchè sapere ti rende meno vulnerabile di fronte a persone che pensano di poterti fare le scarpe ( e ultimamente ce ne sono tante). Le persone come me, una volta informate, non tengono mi la bocca chiusa e ficcano il naso dove, altri direbbero, non gli compete. E non gli compete perchè finiscono per dare una soluzione a certe cose che è forse la più ovvia, ma per alcuni non è la più conveniente. Così, una volta commentata qualcosa, partono le critiche contro il proprio commento e lì succede l'inverosimile.
Perchè, oltre all'informato che commenta, c'è quello che commenta per partito preso. Quello che non contestualizza mai il suo commento nel fatto, ma ragiona per steriotipi. Ti parlerà di comunisti che mangiano i bambini, di immigrati che sono ladri a prescindere e tante altre storielle che hanno sentito dire in giro e che non hanno mai preso la briga di controllare perchè tanto davano le risposte di cui avevano bisogno. Queste persone poi usano dei paroloni per impreziosire i loro insulti e a te che sei là a leggere cala un enorme sconforto.
L'elenco di tutte le cose che mi sono state dette da quando scrivo è infinito, ho accettato critiche costruttive e poi ho raccolto altre che avevano poco a che fare anche con la critica in sè, i complimenti mi han fatto piacere e alcune parole idiote mi sono rimaste impresse. Una soprattutto mi fa bollire il sangue nelle vene quando la sento pronunciare, divento una specie di mostro delle paludi con gli occhi iniettati di sangue, mi si stringe lo stomaco! L'idiota che si sente nel torto ti chiama buonista e lì mi partono le tonsille dalla rabbia.
Non sto qui a sottolineare il significato della parola, a casa avete tutti un vocabolario, usatelo ogni tanto che fa bene, ma sappiate che a chimarvi buonisti sarà sempre quello che effettivamente non sa che cazzo dirvi ma una cosa ve la deve dire. Io a queste persone spesso dico che dietro il commento "buonista" si nascondono i criminali, che vedono nell'ovvietà del buono e del giusto qualcosa che non gli compete. Eh sì, il buono è ovvio. E noi siamo tutti dei gran cretini..
Bisogna tenere conto innanzi tutto che nel momento in cui si sta rendendo pubblico uno scritto o una notizia, esistono degli errori che si considerano assolutamente imperdonabili. Io stessa nel fare un errore del genere mi taglierei le dita che uso per scrivere (ebbene sì, per fortuna non uso tutte e dieci le dita!). Non si tratta di errori di battitura o cavolate del genere, ma vere e proprie inadempienze della professione dello scrivere. La cosa peggiore che può succedere è la faziosità della notizia, cioè quando non si ha nè una notizia pulita e al di sopra delle parti nè un definito commento a tale notizia, ma si ha un fatto che è stato spogliato della verità dell'accaduto ed è stato modificato per accomodare un'ideologia, quella del potente che influenza per esempio una testata giornalistica. Per quanto grave sia questo errore, è anche il più diffuso in Italia in questo momento, così diffuso da non avere più la sicurezza di conoscere la verità dei fatti. Ogni testata infatti ha una sua versione, nel complesso abbiamo solo una confusione di faziosi racconti.
Analizzando l'informazione per un certo periodo di tempo, un mese per esempio, avremo un fenomeno di notizie a scaglioni. Una settimana dedicata alle violenze sessuali, una ai crimini commessi dagli stranieri, una ai cani randagi che mordono i viandanti e una agli assassini di famiglie. Questi scaglioni sono poi seguiti da interminabili discussioni politiche sul come le ragazze istighino le violenze da parte di bravi ragazzi di buona famiglia, su come gli immigrati sia sempre lì a commettere crimini contro gli onesti cittadini italiani, su come i cani impazziscano e mordano senza motivo persone che passano per caso e sul caldo che forse da in testa alle persone che cominciano a uccidere a vanvera... Di tutti questi fatti non saprete mai più di ciò che qualcuno ha voluto voi sapeste, chiunque questo qualcuno sia.
Gli altri errori sono assolutamente marginali rispetto a questo grande pastrocchio che è ormai l'informazione, avremo comunque situazioni in cui alcune notizie sono dette da persone che non si sono neanche prese la briga di fare una minima ricerca su quello che stanno per dire e finiscono per parlare a caso e dire solo una marea di minchiate.
Poi ci sono le persone come me che se ascoltano una notizia è perchè sono andati a cercarsela, incuriositi da qualcosa e comunque perchè sapere ti rende meno vulnerabile di fronte a persone che pensano di poterti fare le scarpe ( e ultimamente ce ne sono tante). Le persone come me, una volta informate, non tengono mi la bocca chiusa e ficcano il naso dove, altri direbbero, non gli compete. E non gli compete perchè finiscono per dare una soluzione a certe cose che è forse la più ovvia, ma per alcuni non è la più conveniente. Così, una volta commentata qualcosa, partono le critiche contro il proprio commento e lì succede l'inverosimile.
Perchè, oltre all'informato che commenta, c'è quello che commenta per partito preso. Quello che non contestualizza mai il suo commento nel fatto, ma ragiona per steriotipi. Ti parlerà di comunisti che mangiano i bambini, di immigrati che sono ladri a prescindere e tante altre storielle che hanno sentito dire in giro e che non hanno mai preso la briga di controllare perchè tanto davano le risposte di cui avevano bisogno. Queste persone poi usano dei paroloni per impreziosire i loro insulti e a te che sei là a leggere cala un enorme sconforto.
L'elenco di tutte le cose che mi sono state dette da quando scrivo è infinito, ho accettato critiche costruttive e poi ho raccolto altre che avevano poco a che fare anche con la critica in sè, i complimenti mi han fatto piacere e alcune parole idiote mi sono rimaste impresse. Una soprattutto mi fa bollire il sangue nelle vene quando la sento pronunciare, divento una specie di mostro delle paludi con gli occhi iniettati di sangue, mi si stringe lo stomaco! L'idiota che si sente nel torto ti chiama buonista e lì mi partono le tonsille dalla rabbia.
Non sto qui a sottolineare il significato della parola, a casa avete tutti un vocabolario, usatelo ogni tanto che fa bene, ma sappiate che a chimarvi buonisti sarà sempre quello che effettivamente non sa che cazzo dirvi ma una cosa ve la deve dire. Io a queste persone spesso dico che dietro il commento "buonista" si nascondono i criminali, che vedono nell'ovvietà del buono e del giusto qualcosa che non gli compete. Eh sì, il buono è ovvio. E noi siamo tutti dei gran cretini..
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martedì 24 novembre 2009
Coccaglio
La Terra e` un cumolo di acqua e rocce creata per caso nel disordine di un`esplosione, gli uomini sono cumuli di cellule nati per caso sulla Terra, nati per caso uomini, tutti allo stesso modo e sulla stessa palla universale. Nascere per caso a Coccaglio in che cosa ti rende migliore?
mercoledì 14 ottobre 2009
Le leggi per il popolo
C'era una volta un popolo di poeti e navigatori che faticavano ad arrivare alla fine del mese, il mondo in quel tempo attraversava una brutta crisi. Quelle situazioni in cui i grandi Regni dovevano un pò stringere la cinghia mentre i piccoli Regni, poveri e un pò raccattoni per definizione, una cinghia da stringere da un pò non ce l'avevano più.
I governanti dei grandi Regni erano molto preoccupati dalla situazione, il popolo, infatti, cominciava ad adirarsi e il malcontento si estendeva a macchia d'olio. Nonostante i fedeli banditori dei Regni urlavano che tutto sarebbe tornato presto al suo posto, che i potenti regnanti avevano già una soluzione per tutto, per gli abitanti aumentavano i problemi nel soddisfare i bisogni più elementari mentre gli otto potenti del mondo si incontravano per decidere il da farsi in sontuosi palazzi, coperti di fiori, durante fastosi pranzi e ricevimenti.
In parti più remote della Terra, in quei piccoli Regni dimenticati da chi aveva il bel lusso da salvaguardare, piccoli uomini e donne, si alzavan le maniche cenciose per lavorare ancora più duramente, completamente ignari dei grandi ricevimenti e delle grandi decisioni da prendere. Il loro più grande problema, trovare da mangiare per la giornata, non necessitava di grandi incontri internazionali.
E mentre in grandi palazzi di cristallo, alcuni, pochi, salvaguardavano le proprie ricchezze, con leggi apposite, il popolo contava gli spiccioli per la giornata da una parte del mondo e zappava la terra dall'altra. Sopravvivere l'unico obbiettivo che li accomunava, ognuno lo faceva nel proprio modo. Come era sempre stato, dall'inizio dei tempi.
I governanti dei grandi Regni erano molto preoccupati dalla situazione, il popolo, infatti, cominciava ad adirarsi e il malcontento si estendeva a macchia d'olio. Nonostante i fedeli banditori dei Regni urlavano che tutto sarebbe tornato presto al suo posto, che i potenti regnanti avevano già una soluzione per tutto, per gli abitanti aumentavano i problemi nel soddisfare i bisogni più elementari mentre gli otto potenti del mondo si incontravano per decidere il da farsi in sontuosi palazzi, coperti di fiori, durante fastosi pranzi e ricevimenti.
In parti più remote della Terra, in quei piccoli Regni dimenticati da chi aveva il bel lusso da salvaguardare, piccoli uomini e donne, si alzavan le maniche cenciose per lavorare ancora più duramente, completamente ignari dei grandi ricevimenti e delle grandi decisioni da prendere. Il loro più grande problema, trovare da mangiare per la giornata, non necessitava di grandi incontri internazionali.
E mentre in grandi palazzi di cristallo, alcuni, pochi, salvaguardavano le proprie ricchezze, con leggi apposite, il popolo contava gli spiccioli per la giornata da una parte del mondo e zappava la terra dall'altra. Sopravvivere l'unico obbiettivo che li accomunava, ognuno lo faceva nel proprio modo. Come era sempre stato, dall'inizio dei tempi.
domenica 4 ottobre 2009
definizione
Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani" e, per estensione, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future.
In risposta a chi dice che bruciare legno vergine è utilizzare energia rinnovabile. Prima di scrivere baggianate, una piccola ricerca almeno su wikipedia?
In risposta a chi dice che bruciare legno vergine è utilizzare energia rinnovabile. Prima di scrivere baggianate, una piccola ricerca almeno su wikipedia?
Il cervello in fumo (pensieri in una giornata di sole)
E pensare che sono stati educati alla giustizia, all convivenza. Ripetevano frasi come: impegnamoci affinchè la storia non si ripeta. E poi, nei loro anni migliori, quando potevano cominciare a fare qualcosa, si sono addormentati tra i loro vestitini firmati e i soldi che passano loro mamma e papà.
Ammetto che è conveniente accettare tacitamente una situazione così comoda. Gente come me, che comoda non sta, tende più facilmente a indignarsi e muoversi. Poi ci sono quelli che si indignano e basta. Poi ci sono quelli che chiudono le orecchie perchè si sono fatti i conti in tasca.
Un giorno dovrò lasciare questo paese, perchè terrò troppo alla mia salute, a quella dei miei figli, spero. Lascerò un posto che amo infinitamente, perchè una nuvola di fumo costante coprirà il sole che lo rendeva una ridente cittadina, quella in cui sono nata e ho messo profonde radici. Quella che una volta era la città a misura di bambino, comune riciclone del meridione, puliva il mondo e festeggiava i talenti.
In effetti il sole qui si è spento da un pò, ma io non posso credere che nessuno se ne sia accorto. Mi vergogno infinitamente a vedere quelli che una volta approfittavano felici di un paese a loro misura, facciano finta di niente. E pensare che partecipavano ad attività magnifiche, hanno scritto libri che neanche avevano dieci anni. Parlavano di paesi ideali, puliti, aperti agli stranieri, ecologicamente organizzati, solidali.
Si lamentano del mondo ora, e poi se ne stanno zitti, fermi, seduti a fumare anche. Il massimo del loro essere contro. Ma contro cosa? Avete studiato la storia perchè non si ripetesse, e non siete neanche più capaci di leggere un giornale ed informarvi di cosa vi succede intorno. Un giorno in questo paese ci si ammalerà, e si morirà di tumore, e voi dove eravate quando si poteva evitare? Adesso vi sembra lontano, ma sappiate che sarà un rimpianto che vi segnerà a vita. E segnerà la vita dei vostri figli, e delle prossime generazioni.
Capisco che non ve ne importi nulla, magari non ci sarete neanche più. Quello che vi interessa è vivere al meglio la vostra vita, spendere ogni minimo soldo e alla faccia degli altri e del futuro. Non vi auguro mai che le consequenze delle nostre azioni si presentino sulla vostra pelle, non lo augurerei al mio peggior nemico. Ma mi rendo conto che siete persone così cieche e sorde, che niente vi interesserà mai se non colpirà la vostra persona. E questo mi mette infinita tristezza.
Ammetto che è conveniente accettare tacitamente una situazione così comoda. Gente come me, che comoda non sta, tende più facilmente a indignarsi e muoversi. Poi ci sono quelli che si indignano e basta. Poi ci sono quelli che chiudono le orecchie perchè si sono fatti i conti in tasca.
Un giorno dovrò lasciare questo paese, perchè terrò troppo alla mia salute, a quella dei miei figli, spero. Lascerò un posto che amo infinitamente, perchè una nuvola di fumo costante coprirà il sole che lo rendeva una ridente cittadina, quella in cui sono nata e ho messo profonde radici. Quella che una volta era la città a misura di bambino, comune riciclone del meridione, puliva il mondo e festeggiava i talenti.
In effetti il sole qui si è spento da un pò, ma io non posso credere che nessuno se ne sia accorto. Mi vergogno infinitamente a vedere quelli che una volta approfittavano felici di un paese a loro misura, facciano finta di niente. E pensare che partecipavano ad attività magnifiche, hanno scritto libri che neanche avevano dieci anni. Parlavano di paesi ideali, puliti, aperti agli stranieri, ecologicamente organizzati, solidali.
Si lamentano del mondo ora, e poi se ne stanno zitti, fermi, seduti a fumare anche. Il massimo del loro essere contro. Ma contro cosa? Avete studiato la storia perchè non si ripetesse, e non siete neanche più capaci di leggere un giornale ed informarvi di cosa vi succede intorno. Un giorno in questo paese ci si ammalerà, e si morirà di tumore, e voi dove eravate quando si poteva evitare? Adesso vi sembra lontano, ma sappiate che sarà un rimpianto che vi segnerà a vita. E segnerà la vita dei vostri figli, e delle prossime generazioni.
Capisco che non ve ne importi nulla, magari non ci sarete neanche più. Quello che vi interessa è vivere al meglio la vostra vita, spendere ogni minimo soldo e alla faccia degli altri e del futuro. Non vi auguro mai che le consequenze delle nostre azioni si presentino sulla vostra pelle, non lo augurerei al mio peggior nemico. Ma mi rendo conto che siete persone così cieche e sorde, che niente vi interesserà mai se non colpirà la vostra persona. E questo mi mette infinita tristezza.
sabato 8 agosto 2009
VIP...very important people...?
L'articolo più letto su google oggi non riguarda la crisi economica o la salute cagionevole del nostro pianeta, bensì una sfiorata rissa tra due VIP, Simona Ventura e Fabrizio Corona. Il tutto, a quanto pare, per contendersi il privè di un locale a Porto Cervo. Non entro nel merito della questione, ma mi soffermo sull'elenco delle persone che vengono considerate VIP dal "Il Tempo", noto giornale italiano:
"Allibiti dinanzi alla scenata, anche l'ex velina Melissa Satta, Raffaella Zardo, le gemelline napoletane dell'ultima «L'Isola» Imma e Eleonora De Vivo e altri Vip."
Considerando che l'acronimo VIP sta per VERY IMPORTANT PEOPLE, cioè persone molto importanti, mi chiedo subito per quale motivo le persone sopra citate sia considerate così importanti, e faccio, come al solito guidata dalla mia curiosità autolesionista, una serie di ricerche.
Melissa Satta
VERY IMPORTANT perchè: occhi verdi, capelli castani e una serie di curve in posti che non guastano, è un'ex velina di Striscia la Notizia, figlia di un famoso architetto e politico sardo, e questo non guasta neanche nella scalata al successo. Degli studi classici e l'iscrizione a scienze della comunicazione in un'università ovviamente privata se n'è fatta poco nei concorsi di bellezza e affini a cui ha partecipato.
Commento: ok, è conosciuta, ma importante non è un pò troppo?
Raffaella Zardo
VERY IMPORTANT perchè: ex fidanzata di Fabio testi e di Valerio Merola, sconta una pena agli arresti domiciliari per essere coinvolta fino ai capelli nello scandalo "vallettopoli" del 1996, quello che mise fine ingiustamente alla carriera del grande Gigi Sabani ma diede slancio a Gianni Boncompagni e Valerio Merola che invece nella vicenda ci sguazzavano allegramente. Scontata la pena, pubblica un singolo dalle note latine a dir poco abominevole e di cattivo gusto "Me gusta Me gusta", passa a fare il PR al Billionaire per poi andare a finire dove? Nel TG di Emily Fede giustamente, e non mi soffermo a mettere in dubbio il valore giornalistico di suddetto programma...
Commento: Conosciuta per motivi che non le fanno per nulla onore, la parola importante non è proprio da considerare.
Le gemelle Imma ed Eleonora De Vivo
VERY IMPORTANT perchè: concorrenti de "L'isola dei famosi", hanno passato gli ultimi ventisette anni della loro vita a tentare di entrare nel mondo dello spettacolo, questo comprende foto osè, ogni azione possibile per attirare i paparazzi e presenza in programmi di dubbio interesse culturale. Hanno attratto l'attenzione del nostro caro premier Berlusconi che pare dica portino fortuna e le voglia presenti ad ogni consiglio dei Ministri che si tiene a Napoli. Non oso immaginare per fare cosa, visto le ultime notizie sulle giovani amicizie del premier, e considerando le condizioni italiane al momento, io cambierei portafortuna.
Comment: Se ne può fare benissimamente a meno, very important neanche per scherzo...
Ad immaginare quali siano gli altri "VIP" presenti ci vuole troppa fantasia, considerando quali sono le doti che qualificano di quelli citati nell'articolo. I protagonisti della storia sono già due che non vanno certo consideranti tra i grandi della Terra, forse passi la Ventura che fa la mattatrice televisiva, anche se ha la grande colpa di lanciare in televisione bande di arrivisti incompetenti, ma su Corona non transigo. Sta per diventare anche attore, girerà una fiction chiamata "Squadra Antimafia", mi chiedo con quale esperienza, visto che è saltato alle cronache per aver estorto soldi ad altri presunti "VIP". Very important person uno come lui è una vera offesa a chi fa davvero cose importanti per l'umanità.
Domani ricontrollerò qual è l'articolo più letto su google, il mio sogno proibito è di vedere nomi come Aung San Suu Kyi, Nelson Mandela, Rita Levi Montalcini...very important people insomma, e con una buona ragione per esserlo.
Melissa Satta
VERY IMPORTANT perchè: occhi verdi, capelli castani e una serie di curve in posti che non guastano, è un'ex velina di Striscia la Notizia, figlia di un famoso architetto e politico sardo, e questo non guasta neanche nella scalata al successo. Degli studi classici e l'iscrizione a scienze della comunicazione in un'università ovviamente privata se n'è fatta poco nei concorsi di bellezza e affini a cui ha partecipato.
Commento: ok, è conosciuta, ma importante non è un pò troppo?
Raffaella Zardo
VERY IMPORTANT perchè: ex fidanzata di Fabio testi e di Valerio Merola, sconta una pena agli arresti domiciliari per essere coinvolta fino ai capelli nello scandalo "vallettopoli" del 1996, quello che mise fine ingiustamente alla carriera del grande Gigi Sabani ma diede slancio a Gianni Boncompagni e Valerio Merola che invece nella vicenda ci sguazzavano allegramente. Scontata la pena, pubblica un singolo dalle note latine a dir poco abominevole e di cattivo gusto "Me gusta Me gusta", passa a fare il PR al Billionaire per poi andare a finire dove? Nel TG di Emily Fede giustamente, e non mi soffermo a mettere in dubbio il valore giornalistico di suddetto programma...
Commento: Conosciuta per motivi che non le fanno per nulla onore, la parola importante non è proprio da considerare.
Le gemelle Imma ed Eleonora De Vivo
VERY IMPORTANT perchè: concorrenti de "L'isola dei famosi", hanno passato gli ultimi ventisette anni della loro vita a tentare di entrare nel mondo dello spettacolo, questo comprende foto osè, ogni azione possibile per attirare i paparazzi e presenza in programmi di dubbio interesse culturale. Hanno attratto l'attenzione del nostro caro premier Berlusconi che pare dica portino fortuna e le voglia presenti ad ogni consiglio dei Ministri che si tiene a Napoli. Non oso immaginare per fare cosa, visto le ultime notizie sulle giovani amicizie del premier, e considerando le condizioni italiane al momento, io cambierei portafortuna.
Comment: Se ne può fare benissimamente a meno, very important neanche per scherzo...
Ad immaginare quali siano gli altri "VIP" presenti ci vuole troppa fantasia, considerando quali sono le doti che qualificano di quelli citati nell'articolo. I protagonisti della storia sono già due che non vanno certo consideranti tra i grandi della Terra, forse passi la Ventura che fa la mattatrice televisiva, anche se ha la grande colpa di lanciare in televisione bande di arrivisti incompetenti, ma su Corona non transigo. Sta per diventare anche attore, girerà una fiction chiamata "Squadra Antimafia", mi chiedo con quale esperienza, visto che è saltato alle cronache per aver estorto soldi ad altri presunti "VIP". Very important person uno come lui è una vera offesa a chi fa davvero cose importanti per l'umanità.
Domani ricontrollerò qual è l'articolo più letto su google, il mio sogno proibito è di vedere nomi come Aung San Suu Kyi, Nelson Mandela, Rita Levi Montalcini...very important people insomma, e con una buona ragione per esserlo.
lunedì 3 agosto 2009
Autodistruzione
Mi colpisce sapere che negli Stati Uniti, per la precisione a Los Alamos, c'è un arsenale nucleare che potrebbe distruggere 5 volte la superficie terrestre. L'anno scorso un incendio ha rischiato di distruggere la base e far saltare in aria tutto. Mi stupisce sapere che l'ho scoperto ad un anno di distanza che ci stavo per lasciare la pelle.
Le testate custodite a Los Alamos si sono accumulate negli anni del grande armamento nucleare e giustamente, essendo bombe nucleari e non scatoloni di scarpe vecchie, non si sa come smaltirle ora che una serie di trattati impedirebbero agli Stati esperimenti nucleari e qualunque impiego di armi di quella portata. Purtroppo questo significa che le care bombe bisogna tenerle lì, ma non tenerle conservate semplicemente come cose vecchie, ma vanno controllate e conservate attentamente per impedire che il naturale decadimento di sostanze in esse contenute porti a conseguenze a dir poco disastrose. Insomma, nella grande corsa al "ce l'ho più grosso io" che gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica fecero dalla fine del secondo conflitto mondiale abbiamo ereditato una bella batosta che dobbiamo tenerci cara cara..
Le testate custodite a Los Alamos si sono accumulate negli anni del grande armamento nucleare e giustamente, essendo bombe nucleari e non scatoloni di scarpe vecchie, non si sa come smaltirle ora che una serie di trattati impedirebbero agli Stati esperimenti nucleari e qualunque impiego di armi di quella portata. Purtroppo questo significa che le care bombe bisogna tenerle lì, ma non tenerle conservate semplicemente come cose vecchie, ma vanno controllate e conservate attentamente per impedire che il naturale decadimento di sostanze in esse contenute porti a conseguenze a dir poco disastrose. Insomma, nella grande corsa al "ce l'ho più grosso io" che gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica fecero dalla fine del secondo conflitto mondiale abbiamo ereditato una bella batosta che dobbiamo tenerci cara cara..
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